I golosi possono stare tranquilli: il gelato, se consumato con moderazione, fa davvero bene.

Un recente studio italiano che ha coinvolto diversi centri di ricerca (Istituto Nazionale della Nutrizione, Università di Modena e di Roma) ha preso in considerazione le caratteristiche nutrizionali del dessert estivo per eccellenza. I risultati sono decisamente positivi. I gelati, specie quelli al caffè e al cioccolato, sono una preziosa fonte di antiossidanti (polifenoli). La capacità antiossidante dei gelati alla frutta, invece, è minore: l'acido ascorbico (vitamina C) presente in queste varietà, infatti, subisce un processo di ossidazione durante la preparazione e risulta meno efficace nel contrastare i radicali liberi. Tuttavia, nel nostro organismo la vitamina C ossidata può essere convertita nella forma attiva, grazie all'azione di specifici enzimi.

Il gelato, inoltre, ha un elevato contenuto. di proteine di alto valore biologico derivate dal latte e dalle uova con le quali è confezionato: un cono o una coppetta, quindi rif ornisicono il nostro organismo di aminoacidi essenziali facilmente assimilabili. Buono è anche l'apporto di micronutrienti: vitamina A, 92, calcio, fosforo e, specie nel gelato al cioccolato, vitamina E.

Il contenuto calorico dei gelato deriva dai lipidi e dagli zuccheri in esso contenuti. Si tratta di lipidi dei latte, tra i quali prevalgono gli acidi grassi a catena corta (utilizzabili rapidamente dal nostro organismo come fonte energetica) e l'acido oleico (importantissimo per i muscoli).

Nonostante l'elevato contenuto di zuccheri, il gelato può essere consumato anche dai diabetici. Lo zucchero presente nel gelato, infatti, è in gran parte saccarosio, formato da glucosio e fruttosio: quest'ultimo innalza la glicemia meno di quanto possa fare, per esempio, un contorno a base di patate.

Per la sua composizione nutrizionale equilibratosi si può tranquillamente usare il gelato per sostituire in modo sano un pasto. Grazie al suo gusto così piacevole, inoltre, il gelato può risolvere problemi di rifiuto psicosomatico del cibo (anoressia nervosa).

Inoltre può assicurare il consumo di latte e uova nei casi in cui questi cibi non siano graditi.


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